7 documentari sulla moda da guardare assolutamente

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Abbiamo scelto 7 diversi sguardi che svelano aspetti nascosti del mondo della moda. Si attraversa il percorso creativo, il lavoro di comunicazione legato alle riviste di moda, la concitazione delle sfilate, e la complessità di un mondo spesso associato alla superficialità.

Tanti diversi punti di vista che compongono un quadro variegato di un settore che ha mille sfaccettature e che influenza, nel bene e nel male, la vita di milioni di persone.

 

VALENTINO: THE LAST EMPEROR (2008) – Un eccellente ritratto intimo del grande stilista italiano. E’ il risultato di oltre 250 ore di riprese (realizzate dal 2005 al 2007) di Valentino e del suo entourage. La camera si sposta dai momenti pubblici a quelli privati, dalle passerelle al dietro le quinte. Emerge il ritratto di un artista unico ed impareggiabile, un vero e proprio “imperatore” della moda.

Uno degli aspetti più coinvolgenti è rappresentato dalla relazione, durata oltre 50 anni, tra Valentino Garavani e Giancarlo Giammetti, compagno di vita e socio in affari dello stilista italiano.

THE SEMPTEMBER ISSUE (2009) – Il documentario ruota intorno ad Anna Wintour, influente e temutissima direttrice della rivista di moda Vogue USA. La pellicola mostra il dietro le quinte della realizzazione del numero di settembre della rivista, l’edizione più importante dell’anno per numero di pagine ed inserzionisti. Diventa chiaro come le scelte editoriali possano influire sulla nascita di nuovi trend o sulla affermazione o sulla bocciatura di stilisti emergenti. Il documentario traccia un ritratto della Wintour, una vera regina della moda, che è capace di comunicare decisioni nette, precise e senza appello.

L’AMOUR FOU (2011) – Un documentario sul rapporto tra lo stilista Yves Saint Laurent ed il suo compagno Pierre Bergè. La pellicola non si limita a rendere omaggio ad uno degli stilisti più influenti degli ultimi decenni, ma traccia il percorso di una vita complessa, in cui si alterna il genio della creazione e la fragilità di una personalità tormentata.

DIANA VREELAND: L’IMPERATRICE DELLA MODA (2011) – Un documentario che fa luce su una donna influente e anticonvenzionale. Diana Vreeland, capo redattrice di Harper’s Bazaar e Vogue USA, con la sua carriera ha ridefinito i concetti di gusto e stile per milioni di americani. Il suo sguardo leggero, irreverente e scanzonato ha portato ad una diversa rappresentazione della moda, rifuggendo ogni banalità. Dalle pagine delle riviste di moda da lei dirette lanciò e costruì miti come Twiggy, Brigitte Bardot e Lauren Bacall.

ADVANCED STYLE – LE SIGNORE DELLO STILE (2014) – Il documentario trae spunto dal blog di Ari Seth Cohen che, fin dal 2008, racconta tramite immagini la stravaganza dei look dei newyorkesi. Vengono composti sette ritratti di donne in età avanzata (oscillano dai 62 ai 95 anni) che, con tono divertente e scanzonato, smontano l’ideale di stile e bellezza convenzionale.

Il messaggio della pellicola è che l’età non è altro che uno stato d’animo per chi rifiuta di confrontarsi con gli stereotipi di una bellezza inarrivabile. E’ possibile esprimere personalità e stile, anche quando il corpo non è giovane e tonico. Le protagoniste si alternano, con i loro sogni, la voglia di vivere e la gioia di affermare la propria idea di bellezza.

DIOR & I (2015) – Uno sguardo all’interno della maison Dior che racconta il debutto del nuovo direttore creativo, Raf Simons. Il documentario mostra la complessità del lavoro svolto dallo stilista, che deve confrontarsi con la tradizione del marchio Dior e, allo stesso tempo, tracciare un percorso di innovazione. Sette settimane di lavoro intenso, passione ed emozioni contrastanti per arrivare al momento più atteso, la sfilata. Pellicola interessante per chi desidera comprendere come funziona tutto il processo creativo richiesto per realizzare una collezione di alta moda.

THE TRUE COST (2015) – Questo documentario rappresenta una critica feroce alla moda concepita come industria ed al consumismo, sfrenato e incosciente delle conseguenze. Fin dal titolo si intende che il vero prezzo per un capo di abbigliamento non si paga alla cassa di un atelier, ma nella parti più povere del mondo, dove la produzione avviene a costi irrisori e in condizioni spesso disumane.

Il documentario è davvero durissimo e non può evitare di suscitare delle riflessioni sul modo in cui il grande circo della moda si rinnova anno dopo anno. La consapevolezza dei problemi generati vuole spingere lo spettatore verso una idea di una moda diversa, più sostenibile ed equa. Da non perdere assolutamente!

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