FESTIVAL DI CANNES 2019: ABITI, STAR E REALTÀ

La 72a edizione del Festival di Cannes si é appena conclusa.

Questo festival del Cinema, ha sempre provocato, in me, l’attesa.

Non per i film, certo meritevoli. No. Dico la verità :  aspetto impaziente, ed osservo, ogni look delle star che arrivano sulla « Croisette »…

IL MIO FESTIVAL CANNES

Sì, perché sono le attrici ad emozionarmi, ad ispirarmi da sempre. Le attrici di ogni epoca, di ogni nazionalità, di ogni genere.

Fin da piccola sono affascinata dal loro stile, dalla loro camminata fiera, ed anche, soprattutto, dai loro difetti, che hanno imparato a coltivare, quasi a custodire gelosamente, fino a trasformarli in segni particolari, senza i quali, non sarebbero cosi’ seducenti.

 

Le attrici non sono perfette, sono di più… sono uniche.

Perché il cinema ama il carisma, non la perfezione, la cinepresa immortala un’espressione, rende eterno un momento, un atteggiamento, una frase, e riempie i silenzi di emozione.

 

Nel 1953, in spiaggia e non sul red carpet, Brigitte Bardot turba il mondo con la freschezza della sua giovinezza, con la semplicità della sua, ancora inconscia, e talmente nuova, sensualità.

Sfoggia un inedito minuscolo bikini… E’ bella, ma non la più bella. Di sicuro la più sexy. Brigitte Bardot non ha mai smesso di affascinarmi.

Brigitte Bardot, Cannes, 1953.

Mettere in valore quello che si ha, e renderlo straordinario, é il primo insegnamento delle mie star preferite, ed in questa nuova edizione del Festival, sono subito affascinata da Julianne Moore, che porta meravigliosamente il verde smeraldo dell’abito creato da Maria Grazia Chiuri per Dior, evidenziando il rosso della sua capigliatura, la pelle di luna e quelle lentiggini onnipresenti, che la natura le ha dato e che la rendono cosi’ singolare.

 

Sono impressionata dalla forse troppo bella Amber Heard che pero’, al di là del Red Carpet, di giorno, si mostra senza trucco, più « umana »… e forse la preferisco cosi.

Julianne Moore, in Dior; Amber Heard in Elie Saab… ed al naturale.

Sono conquistata da Léa Seydoux, in Vuitton che, acqua e sapone, con statura media e « forme normali », ha appena strappato il titolo di James Bond Girl, per la seconda volta.

E poi da Charlotte Gainsbourg, la figlia del grande Serge, e di Jane Birkin, in Saint Laurent, con la sua bellezza atipica, cosi’ diversa, speciale. Certi, la sua, non la definiscono bellezza. Io si’.

La troppo rara Chloe Sevigny, in MiuMiu, diventata «It Girl» grazie al suo approccio alla moda, cosi’ personale, accompagnata dall’androgina Tilda Swinton, in Aider Hackerman, ci ricordano che é lo stile a renderci uniche e nient’altro. Coco Chanel ce l’ha sempre detto. Lei che bella non era… ma che di stile, certo s’intendeva !

La « Venere tascabile » Salma Hayek, sempre vestita dai marchi del gruppo Kering, di cui suo marito, François Henri Pinault, é il big boss, sostiene con lui l’iniziativa « Women in Motion », ai margini del Festival, per ottenere più giustizia verso le donne che lavorano nel cinema.

Anche la frizzante Rossy De Palma, indimenticabile musa di Pedro Almodovar, fa parte di quelle donne che supportano le altre donne. E che sarebbe della sua carriera, se solo i complessi l’avessero guidata ?

Léa Seydoux, Charlotte Gainsbourg, Chloe Sevigny, Tilda Swinton, Salma Hayek, Rossy De Palma.

Ho molto rispetto perla giovane leva di attrici, rappresentata a Cannes da Selena Gomez che, avendo ammesso di lottare quotidianamente contro una malattia cronica invalidante, contribuisce a mandare messaggi positivi alla tribù dei « social networks », cosi’ come dalla riservata Elle Fanning, che sceglie un capo « vintage » (Dior), invece di lasciarsi tentare dalle recenti collezioni, per lei messe totalmente a disposizione dai marchi.

Adoro Leila Bekhti, simbolo di tutta una generazione, dal film-fenomeno « Tout ce qui brille », dove impersona una giovane che vuole appartenere ad un mondo che non é il suo… a tutti i costi. Qui pero’, lei brilla, e di una luce tutta sua.

Diverse ? La modella Winnie Harlow, malgrado la vitigiline, sfila per l’Oréal e rappresenta tutte le bellezze.

Selena Gomez in Vuitton, Elle Fanning in Dior Vintage, Leila Bekhti in Celine, Winnie Harlow in Ralph&Russo.

Ma anche l’età non ha più importanza sul Red Carpet.

La « nostra » Monica Bellucci, in Dior Couture, é splendida, a qualsiasi età. Che importa che Vincent Cassel le abbia recentemente preferito una modella di 30 anni più giovane ? Anche il suo nuovo compagno é molto più giovane di lei. Occhio per occhio… 

E quale sarà il segreto di Helen Mirren, qui in Elie Saab, per essere sempre più sexy, a 70 anni passati ? Non sarà, forse, quel senso dell’umorismo, « so british », che le ha suggerito di arrivare sulla Croisette, sfoggiando i capelli rosa ? Lavorare seriamente, non vuol dire prendersi sul serio…

Gli anni passano anche per Marion Cotillard, in kimono Balmain, che continua a meravigliarci, ad ogni film, come lo ha fatto impersonando la Grande Edith Piaf.

Nessuna paura d’imbruttirsi per un ruolo, lei lo fa regolarmente, anzi, lo esige.

Monica Bellucci, Helen Mirren, Marion Cotillard.

 

 Le due Dame del cinema francese, Isabelle Huppert, in Armani Privé, e Catherine Deneuve, scelgono strass e paillettes per apparire sulla Croisette.

La Grande Catherine, padrona di casa, qui a Cannes, consegna la Palma D’oro, ed é la fine di questa 72a edizione.

Isabelle Huppert, in Armani Privé, e Catherine Deneuve, scelgono strass e paillettes.

 

Si’, decisamente, adoro le attrici.

Ma la carne é debole…

Alla fine del Festival, é un’altra star a richiamare la mia attenzione : Brad Pitt arriva sulla Croisette, in smoking Brioni, creato sur misura per lui.

Rughette e barba ormai grigia, oggi sembra il padre di quel sublime spavaldo, che ci ha fatto sospirare tutte, in « Thelma e Louise ». E forse, proprio per quello, la sua bellezza é ancora più commovente.

Definitivamente, perfezione ed emozione non rimano più. Grazie al Cinema.

 

Brad Pitt a Cannes indossando in smoking Brioni, su misura.

 

 

 

Articolo di Mila Maggio

 

 

 

 

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