Filtri Instagram, bellezza e identità.

È da qualche tempo che molti nostri studenti ci pongono delle domande sull’uso dei filtri Instagram e sull’uso delle varie applicazioni che modificano l’apparenza del viso.

Da questi quesiti è nata una riflessione tra la direttrice di ESR Italia, Valeria Viero, e la dottoressa Paola Pizza, Psicologa della Moda. Parte di questa riflessione è stata anche l’oggetto di un intervista per D di Repubblica che proprio qualche giorno fa ha pubblicato un articolo sulla guerra dell’Inghilterra ai Filtri Instagram.

Riflessioni sull’impatto dell’uso dei filtri di bellezza di Instagram.

Secondo la nostra direttrice Valeria Viero, l’idea di usare un’app (come ad esempio FaceApp) per migliorare il proprio aspetto o usare dei filtri su Instagram per rendersi più belli/e, non è altro che un’evoluzione di quello che fino a qualche anno fa era appannaggio solo degli esperti di programmi di fotoritocco, tipo Photoshop. Si tratta insomma di una massificazione e di una diffusione di un fenomeno che conoscevamo già.

Già dagli anni ’80 con le top model, ma soprattutto dagli anni ’90 con l’esposizione intensa ad immagini ritoccate e a bellezze irrealistiche ed irraggiungibili si sono registrati molti effetti negativi nella percezione di sé e della propria immagine: sempre più donne e ragazzine hanno iniziato a sentirsi inadeguate e perfettibili, a sentire la necessità di modificare il proprio corpo e la propria immagine.

Sono assai noti i risultati dello studio pubblicato nel 2002 sul British Journal of Psychiatry, che dimostrava come il contesto culturale possa essere una causa importante nell’insorgere di disturbi del comportamento alimentare. La cultura tradizionale delle isole Fiji è caratterizzata da una alimentazione abbondante e incoraggia un aspetto “rotondo”, i dati emersi da questo studio hanno mostrato l’impatto dell’esposizione alla televisione e ai suoi canoni estetici: nella ricerca del 1995 ( quando la televisione era stata introdotta da pochissime settimana alle Fiji) i dati dimostravano l’inesistenza di comportamenti di dieta finalizzati alla perdita di peso, tre anni più tardi è risultato che il 69% delle ragazze del campione era stato a dieta almeno una volta nei tempi precedenti e che il 74 % delle ragazze, inoltre, riferiva di sentirsi “troppo grosse e grasse”, in netto contrasto con la tradizionale attitudine a una certa abbondanza corporea.

Questi gli effetti della tv, con le sue attrici, snelle, truccate, ben vestite, curate nei minimi dettagli anche in situazioni irrealistiche (tipo appena alzate dal letto).  

Possiamo solo immaginare quali sono e saranno gli effetti di una diffusione ancora più importante, di queste distorsioni irrealistiche dell’immagine date da filtri usati da chiunque: non ci si comparerà più all’attrice di turno, ma alla vicina di casa e ci si sentirà inevitabilmente inadeguate.

Valeria Viero
Prima e dopo make-up e filtro

Secondo la dottoressa Paola Pizza, l’abitudine, sempre più diffusa, a costruire la propria immagine ideale su Instagram, abitua a filtri e a ritocchi che fanno sembrare il corpo migliore di com’è. Realtà e fantasia si mescolano in una illusione di onnipotenza.  

Rappresenta una sorta di chirurgia estetica virtuale che rende immediatamente e magicamente più belli, creando una immagine diversa dal reale e idealizzata che elimina ogni difetto e imperfezione. Direi che i filtri sono la nemesi dell’affermazione di Franz Kafka, “la vita umana è un istante imperfetto” o di quella di Karl Krauss, “per essere perfetta le mancava solo un difetto”. 

Nella società post-moderna il mito dell’eroe è molto diffuso.  L’eroe o l’eroina devono essere perfetti. Si deve essere belli, eleganti, felici, competenti, giovani, tonici, vincenti, in una parola perfetti. In questo modo la competizione è esasperata e la fragilità è negata. Sono performance spesso troppo elevate per la vita reale che creano una separazione tra come ci si vede (sé reale) e come si pensa di dover essere (sé imperativo) per seguire i modelli vincenti.

Paola Pizza

Ed è propri così: “Se negli anni ‘90 e primi anni 2000, l’oggetto delle nostre attenzioni era principalmente il corpo, che sottomettevamo a diete di ogni tipo e cercavamo di modellare a nostro piacimento, ora con i social come Instagram l’oggetto prediletto delle nostre attenzioni estetiche diventa il viso”, afferma Valeria Viero.

Non a caso negli ultimi anni abbiamo visto l’aumentare di escamotage estetici come ciglia finte (prima), ciglia laminate e allungate (ora), sopracciglia che vengono dermopigmentate oppure laminate e colorate, tutte con la stessa forma. E poi ovviamente ci sono i capelli che incorniciano il viso e i colori che usiamo per il make-up o gli accessori. E infine la parte più importante: la pelle liscia e perfetta come quella di un neonato.

La speranza è che seguendo alla lettera le indicazioni di colore, rimodellando l’arcata sopraccigliare, allungando a dismisura le ciglia e seguendo le indicazioni cosmetiche per la pelle perfetta giungeremo infine ad assomigliare alla ragazza della porta accanto che oramai con i filtri è perfetta come le modelle nei giornali o le star del cinema.

Ma questa speranza è destinata a rimanere sempre delusa, perché si tratta di una perfezione irrealistica e omogeneizzante che non considera l’individualità della bellezza dei singoli e la molteplicità estetica dell’umanità. 

Valeria Viero

L’immagine ideale finisce così per allontanarsi sempre più dall’immagine reale, causando un’insoddisfazione crescente verso sé stessi e destinandoci alla frustrazione.

Con queste affermazioni è d’accordo anche la dottoressa Pizza, che conferma: “Se vogliamo essere felici dobbiamo imparare a prendere le distanze dai modelli di perfezione. Giocare va bene, divertirsi va bene, sognare va bene, ma mai perdere di vista la realtà, e soprattutto mai perdere di vista il nostro valore. Meglio riconoscere che non si è perfetti, e fare delle imperfezioni il nostro punto di forza.

La vera perfezione è quella imperfetta dei corpi in carne ed ossa di ognuno di noi. La bellezza in cui credo e su cui lavoro con ESR Italia, è quella che viene da dentro. Autentica e vera.

Paola Pizza

Presso ESR ITALIA, École Supérieure de Relooking, sin dalla sua origine, abbiamo sempre promosso la figura di un consulente d’immagine che accompagni alla scoperta della propria immagine, che aiuti a valorizzarla sì, ma nel rispetto dell’individualità e nell’accettazione della propria unica bellezza.  Come espresso nel nostro manifesto: “Aiutiamo le persone ad esprimere ciò che sono, a conoscersi, ad accettarsi”.

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